domenica, giugno 18, 2006

Baustelle - La malavita


Ieri ho scoperto questo gruppo un po' per caso, mentre cercavo informazioni su una manifestazione musicale. Devo dire che mi han colpito subito, per niente scontati, sia per una certa ricercatezza musicale (che nei gruppi italiani scarseggia sempre più) che per i testi non banali.

Sono due giorni che ascolto quasi a ripetizione la loro ultima fatica: "La malavita".
Il male di vivere che unisce tutte le canzoni, quasi a formare un concept album. Importanti i temi trattati, dal suicidio alla guerra, passando dalla perdita di senso e dall'emancipazione. Una musica che è un mix di influenze che vanno dalla musica italiana anni '60 all'elettronica dei Kraftwerk. Probabilmente la facilità d'ascolto dei loro pezzi deriva soprattutto da queste influenze. Bravi i musicisti e ottimo l'arrangiamento nel loro stile. Una voce discreta, che in alcuni momenti ricorda De Andrè (da lontano, molto lontano) e in altri Celentano (ancora più lontano), che rimane sempre un po' sugli stessi toni, al rischio di diventare monotona, ma con personalità, inconfondibile. In alcuni brani è supportata da una voce femminile interessante.

Molto bella "Un romantico a Milano", piacevole musicalmente e azzeccati i richiami ai luoghi. Mi ha colpito molto "A vita bassa", che prende spunto dall'articolo "I jeans a vita bassa delle quindicenni" uscito su La Repubblica due anni fa circa, brillante l'idea di scriverci una canzone.

Vedremo se questo gruppo riuscirà a mantenersi in vita nonostante le insidie poppeggianti che spopolano in Italia.

Buona domenica.