venerdì, giugno 16, 2006

Stanco.. stanco e perduto, per citare il vecchio caro Vinicio. Fatico a tenere gli occhi aperti, mi bruciano, la barba lunga che mi da fastidio sul collo, il caldo, caldo anche di sera, il caldo che questa città ti condanna a sopportare da giugno a settembre senza tregua, asfissiante. Sono instabile, passo da momenti di euforia a momenti di tristezza, da momenti in cui guardo positivo al futuro a quelli in cui non vedo che fallimenti. C'è da fare qualcosa, questo è sicuro.

Mi accarezzo la barba e sfioro la tastiera, ho bisogno di questi contatti flebili e impercettibili. E' rilassante. E' bello cercare il limite della sensibilità al tatto, quello sfioramento inconsistente eppure percettibile, forse quasi immaginato, che coinvolge millimetri di pelle. E' bello concentrarsi sulla sensazione, spingere al massimo la sensibilità, convogliarla in alcuni lembi per gustarsi quel contatto invisibile..