giovedì, luglio 27, 2006
domenica, luglio 23, 2006
Relax

Una giornata dedita al relax, ma quello più totale e spassionato, quello in cui ti stravacchi su un divano mettendo tutto ciò che ti può servire alla distanza minima, in modo che sia raggiungibile, al limite, allungando un po' il braccio. Tutto questo a casa di un amico, sui navigli.
Mi sono accorto che dovrei dedicarmi di più a questo relax così radicale: quello che mi frega è il pc. Sì, perché anche non fare niente davanti al pc è sempre coinvolgente per la mente: devi decidere se navigare, chattare, aggiornare la pagina di Repubblica, poi arriva una mail, ti contatta un amico che non senti da mesi, un altro ha problemi con il pc.. Insomma, il vero relax deve essere un'attività seria, ci si deve immergere bene e con convinzione. E io non lo faccio mai. Per questo oggi mi sono stupito degli effetti benefici di una giornata passata sul divano, tra una sigaretta e un bicchiere di caffè shakerato, tra un commento sulla vicina che stende i panni in bikini e qualche frase sognante e delirante su un possibile viaggio in Grecia.
Alti livelli di relax.
D'altronde con il caldo che c'era oggi e con la nottata di bagordi non avrei potuto fare nient'altro.
Ho finalmente compreso in pieno il senso del Sabbath ebraico.
E ora scusate ma devo portarlo a termine.
Buona notte.
sabato, luglio 22, 2006
L'attesa
Il Mondo ha deciso di tenermi fermo, con il fiato sospeso, senza poter fare niente più che attendere.
Attendo il risultato dell'esame che ho fatto due giorni fa.
Attendo notizie da parte del mio professore per quanto riguarda un lavoro.
Attendo entrambe queste due news per progettare i miei prossimi spostamenti verso Sud.
Attendo che al laboratorio ripristino il funzionamento dei pc, perché è tutto bloccato.
Attendo che finisca questo caldo maledetto perché non si può nemmeno fare una passeggiata.
Attendo la fotocamera digitale che ho ordinato via Internet.
Devo prendere in mano la situazione, ma non so da dove cominciare.
Attendo il risultato dell'esame che ho fatto due giorni fa.
Attendo notizie da parte del mio professore per quanto riguarda un lavoro.
Attendo entrambe queste due news per progettare i miei prossimi spostamenti verso Sud.
Attendo che al laboratorio ripristino il funzionamento dei pc, perché è tutto bloccato.
Attendo che finisca questo caldo maledetto perché non si può nemmeno fare una passeggiata.
Attendo la fotocamera digitale che ho ordinato via Internet.
Devo prendere in mano la situazione, ma non so da dove cominciare.
martedì, luglio 11, 2006
sabato, luglio 08, 2006

Profumo di pioggia nelle notti estive. Profumo di citronella nell'aria umida della sera.
La pioggia d'estate mi ricorda inevitabilmente la Sicilia, la campagna siciliana, che quando piove si impregna di un odore intenso di terra bagnata. E' una terra arsa dal sole che trova conforto in qualche fugace temporale. La natura si risveglia, come colpita da una doccia gelata, escono i vavaluci (le lumache, per chi non mastica il dialetto) e si formano fiumicelli e rigagnoli in ogni angolo, perché le strade non sono progettate per far defluire l'acqua. La strada di casa mia si trasforma in un letto di un fiume in piena, e ogni auto che passa viene annunciata da uno scroscio che pian piano si avvicina e lentamente si allontana, se è in salita, mentre un rumore improvviso e secco accompagna le auto in discesa. Dopo la pioggia l'aria è fresca e limpida, la terra impregnata e le piante ringraziano quella pioggia purificante. Ancora qualche goccia cade dalle foglie.
E allora mi piace gironzolare nel mio orto sporcandomi all'inverosimile le scarpe, o le ciabatte, e sentire la terra molle sotto i miei passi mentre cerco di trattenere a pieni polmoni quell'odore forte e pieno della terra bagnata, che si mescola a quello dell'erba secca e della pietra (sì, perché la pietra bagnata profuma).
L'odore di citronella mi riporta a Milano, ai Navigli d'estate, quando le strade sono chiuse al traffico e i locali allestiscono gli spazi all'aperto con sedie e tavolini. E citronella. Candele di citronella ovunque che creano una unica grande scia da percorrere protetti dalle zanzare, migliaia di zanzare pronte ad aggredire la massa di carne quasi svestita che si riversa la sera in quelle strade. Ragazze in minigonna che fanno bella mostra di gambe abbronzate e che con il loro passo scandiscono le occhiate dei ragazzi. E quest'anno è arrivata anche una novità: grossi ventilatori che spruzzano acqua vaporizzata per dare un senso di freschezza agli avventori, un po' di tregua da quel caldo afoso. Li ho visti per la prima volta in Duomo, ma poi li ho notati anche ai Navigli e ne sono rimasto folgorato. Sono la risposta estiva delle stufe a gas che usano d'inverno per i tavoli all'aperto, è pazzesco, estasiante.
Che strano mischiare queste due sensazioni, così distanti. La verità è che mi manca la Sicilia, mi manca il mare e mi manca la tranquillità della campagna, il mio cane che mi lecca i piedi e che mi guarda scodinzolando desideroso di carezze.
Serata malinconica, ma so che presto sarò lì, meno di un mese, e potrò godermi quella terra.
Buona notte.
martedì, luglio 04, 2006
Ultimo tango a ...
Guardo "Ultimo tango a Parigi". Non l'avevo mai visto, nonostante sia un film piuttosto famoso, forse più per lo scandalo che provocò ai tempi (si parla del 1972), ma con un Marlon Brando d'eccezione.Mi devo accendere una sigaretta, ma ho già lavato i denti.. che fare? se non l'accendo difficile che riesca a scrivere veramente "ispirato", in tutti i sensi. Vorrà dire che l'accenderò.
E' bella la passione che si crea in quell'appartamento, estranea al mondo, priva di qualsiasi coinvolgimento dal passato e dal futuro, fondamentalmente pura, fine a se stessa. E' triste a dirsi, o forse neanche troppo, ma il film rivela una delle verità più crude dell'amore. E qui non si parla della classica storia d'amore hollywoodiana, con passeggiate romantiche e cene a lume di candela. Qui l'amore è puro e passionale, e per mantenersi tale si barrica dentro un appartamente vuoto le cui mura proteggono dalla vita reale. Perché, forse, solo così può accadere.
Ma basta parlare di queste cose, non sono affatto bravo a farlo e rischio di influenzare il mio giudizio sul film con i miei stupidi discorsi.
Passo le giornate al pc, a leggere numeri e fare deduzioni sul comportamento di un modello matematico. Sembra piuttosto deprimente e scialbo, ma la sensazione che si prova quando qualcosa che si è teorizzato trova riscontro in un'applicazione (seppur simulata) è indescrivibile. Vedere come tutto funziona alla perfezione, come dietro a uno stupido grafico di punti e linee si nasconda una esattezza e un riscontro disarmante di quello che si voleva ottenere. Certo questo lavoro non nasconde i suoi lati negativi: quando qualcosa non funziona, a parte la delusione e l'insoddisfazione, è duro capire dove sia il problema e trovarne la causa. Spesso ci si deve accontentare di qualche compromesso.
Sabato sono uscito un po', per fortuna, e ho visto scatenarsi l'esercito dei saldisti (citazione dal TG2) a Milano. La cosa che più mi faceva impressione erano le code davanti a certi negozi, in cui facevano entrare le persone a gruppi. Mi sono chiesto se io avrei mai fatto una coda per comprare un vestito, e sinceramente credo che non lo farò mai. Ma probabilmente è solo questione di passione.. a pensarci bene uno si mette in coda o perché è costretto, perché per pagare una bolletta in posta non c'è altro modo, o per passione, perché per vedere un concerto è normale fare la coda per entrare, o per divertirsi, perché spesso può capitare per entrare in qualche locale. Ora, tutte queste persone che fanno la coda per comprare dei vestiti non penso possano essere obbligate a farlo, quindi escludo l'ipotesi, d'altra parte non credo che entrino per divertirsi, perché fare shopping con tutta quella gente e quel disordine non penso possa essere divertente. Evidentemente c'è proprio passione.
Bene, il mio delirio serale è stato raggiunto, quindi posso andare a dormire serenamente. Ho parlato di tutto un po', ma in questi giorni la mia vita non è molto piena e ho cercato di raccogliere qualcosa delle mie sensazioni.
Buona notte.




