sabato, settembre 30, 2006

JOY!!


E' successo tutto in poco tempo. Ieri ho scoperto che oggi sarebbe uscito il nuovo album di Giovanni Allevi: mi sono informato sul luogo della presentazione e con sommo gaudio ho scoperto che si sarebbe tenuta alla Fnac di Milano.
Oggi sono andato, arrivo con cinque minuti di ritardo.. ed è tutto pienissimo, lo spazio è poco, sento soltanto delle note provenire da qualche metro più in là, e la mia statura non mi aiuta a vedere quel che succede. Non importa - mi dico - non è certo la prima volta che posso vedere Giovanni, in fondo l'ho visto almeno 10 volte per circa un'ora, non mi posso lamentare. Me ne vado, dopo aver incontrato un mio amico di Modica e averlo perso in giro per il negozio. Da gran furbone non compro il CD alla Fnac, dove costava 18 euro, ma poiché pensavo di fare un giro alla Feltrinelli decido di comprarlo alla Ricordi: 18,90 euro.. vabè.
La serata si è conclusa con un aperitivo in Brera e una visita alla mostra fotografica di via Dante.

Ma veniamo al protagonista, e cioè a Joy.

Il titolo è tutto un programma. Come dice Giovanni è stato ispirato da una sorta di attacco di panico che ha avuto dopo il viaggio in Cina, ma che lui ama definire un "attacco di gioia". Cito direttamente dalle sue parole:

Vedo la città da questo strano vetro. Non sono mai stato dentro un'ambulanza. Un volontario della Croce Rossa mi tiene la mano sulla spalla e dice che devo stare calmo perché il Policlinico è vicino.
Forse per l'eccessiva gioia, la grande emozione o la tensione accumulata, proprio oggi, di rientro da tour in Cina, sono andato in tilt sul marciapiede sotto casa.
Si parla di un attacco di panico, o di una cardiopatia, e per la mia mente paurosa è possibile che non sopravviva ai prossimi 10 minuti.
Ripenso a quanto è bello il cielo, il traffico, la quotidianità o l'essere semplicemente vivi.
Quanti sorrisi non ho regalato, quante emozioni non ho ancora vissuto, quante volte ho offuscato i miei sogni dietro i fantasmi della paura...
Se dovessi uscire di qui, canterò con la Musica la gioia di vivere, ogni momento bello o brutto, qualunque sarà la mia condizione. JOY

Non c'è bisogno di commentare queste frasi, per quanto banali possano sembrare bisogna pensarle dette da lui. Perché lette così, hanno sì un certo effetto, ma sembrano delle tipiche frasi da carpe diem. Però Giovanni è realmente così, basta parlarci un minuto per capire che lui crede davvero in questo, nella gioia di vivere, al punto che alcune volte risulta fin troppo entusiasta per qualsiasi piccola cosa (indimenticabili i suoi "EVVIVA.. BRAVISSIMI!" durante il laboratorio che ha tenuto al Politecnico).
Il disco è ancora in fermento nella mia mente e nelle mie orecchie, sarò al terzo ascolto e mi sta piacendo sempre più (ora sono passato alle cuffie per gustarmi ogni piccolo suono). Non saprei dire se questo album nel complesso esprima gioia. Sicuramente, però, ascoltandolo ci si rilassa, e si guarda al Mondo con un occhio più sognante, e sembra tutto più bello.

Se vi capita, provate.

Ora scusate, ma mi lavo i denti e mi sdraio nel letto con il mio Creative Zen nelle orecchie, chiuderò gli occhi e sognerò di saltellare nel cielo sospeso da grandi tasti di pianoforte.

Buona notte.

mercoledì, settembre 27, 2006

Una serata con Joe

Una serata con Joe
Sep 26, 2006 - 13 Photos

lunedì, settembre 25, 2006

Questione di punti di vista


sabato, settembre 09, 2006

Strange days

Una vita che non scrivo, almeno seriamente, se mai ho scritto seriamente.

Sono giorni strani questi, all'orizzonte si profila l'ultimo esame della mia carriera universitaria, e intanto va stabilizzandosi la data della mia laurea, che, se tutto va bene, mi porterà Babbo Natale, in anticipo di 2 giorni!
In verità si profila anche il mio avvenire post-laurea, che fino a qualche giorno fa era un ambiente buio e nebbioso, come quando cammini in auto di notte nella nebbia, e cerchi di vederci qualcosa ma in effetti non vedi a un palmo di naso, e provi a mettere gli abbaglianti ma è solo peggio perché la nebbia riflette la luce e ci vedi ancora meno, e allora vai a naso, e speri soltanto di non investire qualcuno o di non andare nel culo a qualche altro malcapitato. Ancora è tutto da stabilire, diciamo che la nebbia è solo un po' diminuita, o meglio, si è creato un piccolo varco dove ci si vede, ma è ancora troppo stretto per poter camminare con sicurezza: a quanto pare ci sarebbe la possibilità di avere un assegno di ricerca di un anno in un'azienda che collabora con la mia università - per studenti brillanti - mi ha detto il professore, non so se l'abbia specificato per dirmi che ho poche o buone possibilità.

Non c'entra niente, ma in questo momento stavo ascoltando per curiosità l'album dei Finley, che quest'anno hanno spopolato, e mi accorgo che quasi metà dell'album è la ripetizione della prima parte, ma in inglese. Quando si dice "Repetita iuvant".

Passo queste giornate milanesi a studiare, cerco di riambientarmi dopo un'estate molto poco produttiva, sia in termini pratici che psicologici. Riacquisto i miei ritmi completamente sregolati, e mi sento un po' meglio, anche se ogni giorno non posso fare a meno di contemplare per qualche minuto le foto di questa estate, mi rilassa e mi riporta agli odori e alle sensazioni di quei luoghi stupendi..