sabato, luglio 08, 2006


Profumo di pioggia nelle notti estive. Profumo di citronella nell'aria umida della sera.

La pioggia d'estate mi ricorda inevitabilmente la Sicilia, la campagna siciliana, che quando piove si impregna di un odore intenso di terra bagnata. E' una terra arsa dal sole che trova conforto in qualche fugace temporale. La natura si risveglia, come colpita da una doccia gelata, escono i vavaluci (le lumache, per chi non mastica il dialetto) e si formano fiumicelli e rigagnoli in ogni angolo, perché le strade non sono progettate per far defluire l'acqua. La strada di casa mia si trasforma in un letto di un fiume in piena, e ogni auto che passa viene annunciata da uno scroscio che pian piano si avvicina e lentamente si allontana, se è in salita, mentre un rumore improvviso e secco accompagna le auto in discesa. Dopo la pioggia l'aria è fresca e limpida, la terra impregnata e le piante ringraziano quella pioggia purificante. Ancora qualche goccia cade dalle foglie.
E allora mi piace gironzolare nel mio orto sporcandomi all'inverosimile le scarpe, o le ciabatte, e sentire la terra molle sotto i miei passi mentre cerco di trattenere a pieni polmoni quell'odore forte e pieno della terra bagnata, che si mescola a quello dell'erba secca e della pietra (sì, perché la pietra bagnata profuma).

L'odore di citronella mi riporta a Milano, ai Navigli d'estate, quando le strade sono chiuse al traffico e i locali allestiscono gli spazi all'aperto con sedie e tavolini. E citronella. Candele di citronella ovunque che creano una unica grande scia da percorrere protetti dalle zanzare, migliaia di zanzare pronte ad aggredire la massa di carne quasi svestita che si riversa la sera in quelle strade. Ragazze in minigonna che fanno bella mostra di gambe abbronzate e che con il loro passo scandiscono le occhiate dei ragazzi. E quest'anno è arrivata anche una novità: grossi ventilatori che spruzzano acqua vaporizzata per dare un senso di freschezza agli avventori, un po' di tregua da quel caldo afoso. Li ho visti per la prima volta in Duomo, ma poi li ho notati anche ai Navigli e ne sono rimasto folgorato. Sono la risposta estiva delle stufe a gas che usano d'inverno per i tavoli all'aperto, è pazzesco, estasiante.

Che strano mischiare queste due sensazioni, così distanti. La verità è che mi manca la Sicilia, mi manca il mare e mi manca la tranquillità della campagna, il mio cane che mi lecca i piedi e che mi guarda scodinzolando desideroso di carezze.
Serata malinconica, ma so che presto sarò lì, meno di un mese, e potrò godermi quella terra.

Buona notte.