Ultimo tango a ...
Guardo "Ultimo tango a Parigi". Non l'avevo mai visto, nonostante sia un film piuttosto famoso, forse più per lo scandalo che provocò ai tempi (si parla del 1972), ma con un Marlon Brando d'eccezione.Mi devo accendere una sigaretta, ma ho già lavato i denti.. che fare? se non l'accendo difficile che riesca a scrivere veramente "ispirato", in tutti i sensi. Vorrà dire che l'accenderò.
E' bella la passione che si crea in quell'appartamento, estranea al mondo, priva di qualsiasi coinvolgimento dal passato e dal futuro, fondamentalmente pura, fine a se stessa. E' triste a dirsi, o forse neanche troppo, ma il film rivela una delle verità più crude dell'amore. E qui non si parla della classica storia d'amore hollywoodiana, con passeggiate romantiche e cene a lume di candela. Qui l'amore è puro e passionale, e per mantenersi tale si barrica dentro un appartamente vuoto le cui mura proteggono dalla vita reale. Perché, forse, solo così può accadere.
Ma basta parlare di queste cose, non sono affatto bravo a farlo e rischio di influenzare il mio giudizio sul film con i miei stupidi discorsi.
Passo le giornate al pc, a leggere numeri e fare deduzioni sul comportamento di un modello matematico. Sembra piuttosto deprimente e scialbo, ma la sensazione che si prova quando qualcosa che si è teorizzato trova riscontro in un'applicazione (seppur simulata) è indescrivibile. Vedere come tutto funziona alla perfezione, come dietro a uno stupido grafico di punti e linee si nasconda una esattezza e un riscontro disarmante di quello che si voleva ottenere. Certo questo lavoro non nasconde i suoi lati negativi: quando qualcosa non funziona, a parte la delusione e l'insoddisfazione, è duro capire dove sia il problema e trovarne la causa. Spesso ci si deve accontentare di qualche compromesso.
Sabato sono uscito un po', per fortuna, e ho visto scatenarsi l'esercito dei saldisti (citazione dal TG2) a Milano. La cosa che più mi faceva impressione erano le code davanti a certi negozi, in cui facevano entrare le persone a gruppi. Mi sono chiesto se io avrei mai fatto una coda per comprare un vestito, e sinceramente credo che non lo farò mai. Ma probabilmente è solo questione di passione.. a pensarci bene uno si mette in coda o perché è costretto, perché per pagare una bolletta in posta non c'è altro modo, o per passione, perché per vedere un concerto è normale fare la coda per entrare, o per divertirsi, perché spesso può capitare per entrare in qualche locale. Ora, tutte queste persone che fanno la coda per comprare dei vestiti non penso possano essere obbligate a farlo, quindi escludo l'ipotesi, d'altra parte non credo che entrino per divertirsi, perché fare shopping con tutta quella gente e quel disordine non penso possa essere divertente. Evidentemente c'è proprio passione.
Bene, il mio delirio serale è stato raggiunto, quindi posso andare a dormire serenamente. Ho parlato di tutto un po', ma in questi giorni la mia vita non è molto piena e ho cercato di raccogliere qualcosa delle mie sensazioni.
Buona notte.

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